Mercoledì, 08 Febbraio 2012
 
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PROPOSTA di LEGGE 92 al PARLAMENTO- BUQUICCHIO
... continua


Sul tema del convegno/dibattito da me organizzato il 17 settembre 2010 sul FUTURO DEI PARTITI - TESSERE O MERITI? (e se meriti...quali?) - propongo un sondaggio: è giusto scegliere i dirigenti di partito con il potere delle tessere?

Si (150)
No (454)
Non so (69)

 


L'ITALIA DEI VALORI DEVE IMPEGNARSI SULLE POLITICHE SANITARIE

La Sanità deve rappresentare un ambito di grande interesse per l’IdV.
Non solo perché la Sanità in termini di bilancio impegna circa l’80% delle risorse regionali che equivale a dire per il Piemonte ad es. circa 8 miliardi di euro, e quindi merita attenzione ma anche e soprattutto perché il “sistema sanità” richiede una forte rivisitazione. La correzione degli sprechi, che vi sono e sono tanti non può prescindere dalla consapevolezza che sino ad oggi hanno avuto la meglio le logiche conservative nell’ambito delle politiche sanitarie.
Il sistema va corretto con coraggio, competenza e determinazione intervenendo con modifiche legislative Nazionali e regionali.
La 833 del 78 con le successive modifiche che hanno visto trasformare le Usl in Asl, è stata tradita nel suo spirito di grande riforma mantenendo, ancora oggi, forse un solo unico grande merito quello di aver sancito l’universalità’ del diritto alla salute e quindi alle cure estendendolo di fatto anche agli extracomunitari magari clandestini, ma ha dimenticato la maggior parte degli obiettivi iniziali rimasti solo su carta.
Un tempo, prima della riforma, la sanità era governata dall’Università, dai baroni della facoltà di medicina e chirurgia il cui potere spesso si confondeva con quello di alcune logge massoniche, poi gradualmente le Usl con i “famigerati” comitati di gestione si sono sostituiti a tali lobbie ripartendo le rappresentanze in essi presenti secondo il manuale cencelli , ed in ultimo “la bella idea” dell’aziendalizzazione ha prodotto un modello tayloristico con lo strapotere monocratico dei direttori generali di nomina politica.
La distribuzione/ripartizione di tali professionalità, è in capo alle giunte regionali e sin ora nessuna regione e’ stata in grado di operare un reale cambiamento di rotta all’insegna della discontinuità. Il sistema è ben congegnato e si difende bene spesso in modo bipartisan! La magistratura interviene solo nei casi di evidente disfunzione ed i suoi interventi riguardano punte di iceberg che nascondono un sistema “colabrodo” che volatilizza tra sprechi e malversazione quasi sempre collegati tra loro cifre enormi pari al 20% delle risorse attribuite alla sanità.
Si può cambiare e l’IdV deve impegnarsi perché si cambi . Questa battaglia non è né sarà solo una battaglia di principio perché può liberare migliorando la qualità dei servizi erogati preziose risorse utili oggi più che mai in altri ambiti come tutti quelli in grave sofferenza per la crisi economica in atto.


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